Siri. A volte rispondono

Un amico svizzero mi ha chiesto a proposito di Siri: “Ricordi Eliza?”. Che bei ricordi. Quanto ci siamo scritti io e Eliza. Eliza era un programma di Joseph Weizenbaum con cui potevi giocare al paziente (io) con lo psicologo (lei) come in chat. Un simulatore con un range di risposte predisposto. Però, dopo un po’ che ci discutevi… Addirittura lo stesso Weizenbaum spaventato dal comportamento delle sue cavie scrisse contro i pericoli delle intelligenze artificiali. A me durante un lungo viaggio in auto è capitato di chiedere un appuntamento alla voce del navigatore…

Adesso è la volta di Bella donna che ti porta alla vittoria. Questo significa in norvegese Siri, il software che parla con voce femminile quando poni una domanda all’iPhone 4s e 5 e all’iPad 3 aggiornati a IOS 6 . Almeno, così diceva Dag Kittlaus, capo del progetto poi acquistato da Apple. A Steve Jobs la storia della donna-che-porta-alla-vittoria non piaceva molto. Intanto se ne è andato per motivi non ancora chiari il co-fondatore della software house Adam Cheyer dopo due anni in Apple. Su Internet si sono scatenati a cercare traduzioni, in crescendo fino al pazzo della Georgia che ha capito che Apple ha scelto Siri perché è un termine gergale per definire il pene. E chi ha fatto un test comparativo tra Siri e Now di Google ha scoperto quello che già diceva il dissidente Wozniak (l’altro papà di Apple con Steve Jobs): Siri funzionava meglio quando non doveva sottostare a necessità di marketing. Insomma, darebbe risposte marketing oriented e rinvia a siti commerciali. Ma dipende da che domande fate. Su Internet uno spiritoso sboccato che ha chiesto cosa avrebbe risposto Siri alla frase Cazzo M3rda, che in finlandese vuol dire “Guarda il mare”. Io l’ho pronunciata. E Dio sa se so parlare il finlandese, ma Siri mi ha risposto “Non so dove sei, ma puoi aiutarmi a scoprirlo. In impostazioni attiva localizzazione”. Insomma, io ho capito che mi chiedeva di quale mare stessi parlando, no?!  Allora ho alzato il tiro: “Chi è Dio?”. La risposta è stata: “Esula dalle mie competenze”. Teologica. Le ho chiesto “Chi è Monti?”. E lei (o lui o essa) “Non lo trovo sui tuoi contatti”. E ti credo. Allora ho chiesto “Chi sei?”  e lei  ha sussurrato: “Sono Siri. Ma non mi piace parlare di me”. E allora “Cosa vuol dire Siri?”. E lei: “Ho tutto ciò che mi serve tra le nuvole”. Questa è pura pubblicità per iCloud, ed è anche vero che se le chiedi qual è il miglior cellulare al mondo risponde “Sai già la risposta”. O altro  che ha mandato fuori dai gangheri il portavoce di una nota marca di cellulari che sospetta che  Siri sarebbe programmata per negare l’evidenza. Comunque è ironica. Per cui volevo chiudere con una domanda galattica: “Chi sono io?” Siri ha preso tempo: poi ha risposto “E lo chiedi a me? Q”. Q sarei io, sta per question, domanda, quello che fa le domande. Ormai bollato come cretino sono crollato e ho chiesto “Vuoi uscire con me?” Risposta terribile: “Non ho molte pretese, Q”. Ci ero ricascato. Ma è programmata, o c’è qualcuno dall’altra parte di Internet che si prende la briga di sfottere ad hoc ogni utente?

Comunque, chi ha programmato Siri conosce Amici miei. Voi dite “Supercazzola prematurata con scappellamento a destra” e lei sussurra “Conte Mascetti?”. L’amico svizzero me l’aveva detto: Siri è già ospite di un programma radiofonico.

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