Sangue vero o elettronico?

Ogni tanto, e non solo negli Usa, qualcuno si arma più di un professionista addestrato a uccidere, e va ad ammazzare persone disarmate. Studenti, scolari, passanti. Questi sono i matti. Poi ci sono le bande che si sparano e infine i cittadini normali un po’ paranoici che si fanno del male. Se un presidente Usa chiede di mettere una restrizione alla vendita delle armi, una buona fetta d’America si indigna, perché è dai tempi dei pionieri che molti statunitensi identificano la libertà di portare armi con la libertà tout court. E naturalmente la lobby delle armi si indigna perché vede in pericolo i soldi (tanti) delle armi vendute a ragazzi, massaie, pensionati miopi, matti. Qualcuno pensa che dipenda dai videogiochi. Lo stesso presidente ha incaricato una commissione di indagare sul nesso tra videogiochi e violenza. Qualcuno ha proposto una tassa (ovviamente per poi curare quelli ammattiti dai videogiochi) e qualcun altro ha  deciso di rendere dure le multe per chi sgarra sui divieti ai minori da segnalare sulle confezioni. Due deputati del congresso, Joe Baca e Frank Wolf, estensori del Violence in Video Games Labeling Act  hanno pensato di mettere un’etichetta su tutti i videogame (anche quelli non violenti):  Attenzione, l’esposizione ai videogiochi violenti è stata collegata a comportamenti aggressivi. Come per le sigarette che uccidono. Non vi tedierò con il piccolo particolare che è storicamente provato che qualcuno saliva sui tetti e sparava ai passanti anche quando non esistevano i videogame. Erano killer analogici, antiquati come il telefono a disco coi buchi per le dita. Tralascio  gli psicologi che sostengono che la condizione per passare dal giocare all’ammazzare è che siate anzitutto malati e poi armati (senza troppi controlli). Non fatico a riconoscere che certi videogiochi sono davvero fetenti. Si ispirano ai matti e ai criminali. Come certa tv, cinema, letteratura, politica, economia. Io dico: estendiamo le etichette. Sui mazzi di carte (Attenzione, è provato che chi gioca può barare). Sulle confezioni del Monopoli (Attenzione, chi emerge in questo gioco un giorno potrebbe privarvi della casa, della pensione e poi dell’economia globale). Sui grattaevinci (Attenzione: vi stiamo spennando). Sull’Allegro chirurgo (Attenzione: chi traffica col bisturi giocattolo, da laureato potrebbe sbudellarvi. A pagamento, perché nel frattempo chi era bravo a Monopoli vi ha fottuto anche la mutua). E via così. Lascerò perdere la solita Bibbia presente in ogni comodino di motel dove ha dormito un assassino e i Promessi sposi che con quella storia della peste potrebbero incitare alla guerra batteriologica. E smettere di vendere le armi ?

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