Io robot. Per sempre.

Un miliardario russo dei media, tale Dmitry Itskov, ha deciso di prepararsi all’eternità . Ha messo insieme una squadra di tutti i migliori cervelli nel campo della robotica e del software per avere al momento della sua morte un involucro hardware in cui infilare il suo cervello  (mente? memoria? anima? spirito?) in forma di software. Tanto per essere originali l’ha chiamato progetto Avatar (c’è un progetto simile con lo stesso nome a cura del pentagono americano) e siccome è giovane confida che al momento della dipartita tutto quel che sarà di lui sarà in ragazzone meccanico capace di esprimere gli imput del cervello come un vero corpo. La chiesa russa si è seccata. Molti arricciano il naso. Alcuni gongolano. Il problema è che le neuroscienze stanno spiegando che il cervello è diffuso nel corpo, e tu sei quello che sei non solo per il tuo cervello ma anche per la tua pancia o il tuo ginocchio. E se il signor Itskov si riprendesse e scoprisse di avere i sentimenti di una protesi combinata a un sensore?

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