Dalla mamma hacker all’Houdini 3D: tutti in Par:AnoIA

Privacy bucata. Metto insieme 3 notizie. La prima è la mamma hacker. Una volta si diceva cuore di mamma, adesso sarebbe il caso di dire kernel di mamma. La signora Catherine Venusto, riporta la stampa Usa, è in libertà provvisoria dopo aver versato 30 mila dollari di cauzione. Rischia 42 anni di prigione. Aveva lavorato nella scuola dei figli. Conosceva la password della preside. Quando ha visto che i voti dei figli erano bassi è entrata 110 volte nel sistema (come faceva tanti anni fa il protagonista di Wargames) e li ha ritoccati fino a che è stata beccata. La seconda è che il gruppo di Anonymous ritiene che Julian Assange di Wikileaks stia rallentando nel mettere alla berlina i segreti dei potenti. Quindi ha aperto un altro wiki dove ha messo on line documenti riservati di Agenzia Atomica, FBI e Scientology (un tris da romanzo…). Nome del wiki: Par:AnoIA (Potentially Alarming Research: Anonymous Intelligence Agency, che starebbe per Ricerche Potenzialmente Allarmanti, Servizio Segreto  di Anonymous…). La terza notizia è che uno specialista in sicurezza ha messo online i disegni per stampare con una stampante 3D chiavi che aprono le manette. Motivo? Le chiavi delle manette non sono di pubblico dominio. Il che non è democratico se un giorno verrai ammanettato senza colpa. E se le usano i delinquenti? L’azione è volta ad avvertire chi di dovere che c’è questo pericolo.

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