Conversazione a Hong Kong

 

 

È già un romanzo: Edward Snowden, 29 anni, ex agente tecnico Cia, contractor per Booz Allan Hamilton (privati settore difesa), rifugiato a Hong Kong dove potrebbe chiedere asilo politico, 200 mila dollari di stipendio all’anno, fidanzato, ammalato di epilessia, sfruttando le sue doti e le sue entrature (e mettendosi alla tastiera incappucciato per avitare di essere ripreso da webcam cavalli di troia), è la talpa che ha spiegato al Guardian cos’è il programma Prism, attraverso il quale l’NSA, la National Secutity Agency americana può passare al setaccio i metadati di tutti gli americani: email, social network, qualsiasi link, telefonata, conversazione e in una fase successiva analizzarne i contenuti. Quella che era una splendida paranoia cinematografica (La Conversazione e il suo “sequel” non ufficiale Nemico Pubblico),  la Centrale d’Ascolto Totale che tiene conto di tutte le parole sospette che dici e scrivi, si è rivelata una realtà che Obama ha scientemente ereditato da Bush e continuato. Snowden l’ha denunciata perché un paese civile non dovrebbe bucare la privacy dei suoi cittadini. Ma si sa che è un concetto romanzesco ed elastico. In un romanzo ora Snowden  dovrebbe avere già un’altra vita, un’altra faccia, forse un cambio di Dna per sopravvivere alla caccia, ma questo non è un romanzo e potrebbe diventare una telenovela infinita tra tribunali su dove finisce la privacy del singolo e dove comincia la sicurezza collettiva.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...