Ciao Mouse

Questo pezzo è stato scritto con un l’ausilio di un sistema di interazione tra uomo e computer definito indicatore di posizione x-y per display e inventato all’Aumengtation Research Center dello SRI International di Menlo Park dalle parti della Stanford University e fondato da Douglas Carl Engelbart. L’indicatore era, nel suo progetto più simile all’attuale, una scatoletta con due rotelle perpendicolari che trasmettevano a un computer la loro posizione su un asse. Il primo computer su cui venne adottato era uno Xerox. Lo vide Steve Jobs e lo volle su Lisa e su Macintosh Apple. Dal 1965, quando Bill English (l’ingegnere collaboratore di Engelbart) realizzò il prototipo, lo chiamò Mouse, perché come un topolino aveva una coda che arrivava fino al computer. L’acronimo Manually Operated User Selection Equipment, spiega Wikipedia, è una falsa etimologia. Si chiama tutt’ora Mouse e per la sua funzione è ancora la pensata migliore. Il papà del Mouse e di tante altre invenzioni (non banali: erano basate su studi di linguistica) è morto a 88 anni. Ne ha dato notizia la figlia via mail al Museo Storico del Computer.

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