Alan Turing, il codice, il test, la mela

Un uomo e un computer stanno in una stanza. In un’altra un giudice. Parlano. Cioè si scrivono frasi. Il giudice deve capire chi è l’uomo e chi il computer. La prova viene fatta più volte. È il test di Turing. Quando venne concepito i computer erano solo immaginati, figurarsi se rispondevano. Ma adesso c’è persino in palio un premio per il computer che riesce a ingannare il giudice. Non l’ha vinto ancora nessuno anche se qualche computer per un po’ ha confuso il giudice. Questo per dire quanto era avanti Alan Turing, matematico visionario inglese di cui oggi ricorre il centenario della nascita e che viene festeggiato come uno dei padri dell’informatica. Adesso. Alla fine della guerra ebbe un cavalierato perché era l’uomo che aveva decrittato il codice Enigma con cui i nazisti proteggevano le comunicazioni ai sommergibili e affondavano i convogli dall’atlantico. Nel ’52 però venne condannato per aver dato scandalo con la sua omosessualità e condannato alla castrazione chimica. Due anni dopo si uccise mordendo una mela avvelenata con cianuro di potassio. La leggenda vuole che sia la mela che appare nel logo Apple. L’immagine che vedete è la statua dedicata a Turing: anche se sembra il risultato di una stampante 3D è  fatta a mano lavorando  strati di ardesia. È opera di Stephen Kettle, personaggio davvero curioso. Andate alla sua pagina internet 

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